Idrochinesiterapia dopo intervento di protesi all’anca
idrokinesiterapia pistoia

idrokinesiterapia-pistoia-anca1L’articolazione dell’anca o coxo-femorale è una enartrosi che unisce la testa del femore ad una cavità articolare chiamata acetabolo all’osso dell’anca. Le superfici articolari non sono perfettamente corrispondenti; infatti, un cercine glenoideo chiamato labbro dell’acetabolo, provvede ad ampliare la superficie della cavità e a renderla idonea a contenere la testa del femore.   Non tut­ta la cavità glenoidea prende parte diretta all’ar­ticolazione, nel suo centro, infatti, si trova una depressione quadrilatera, la fossa dell’acetabo­lo, non rivestita di cartilagine articolare, ma di periostio. Da questa fossa si diparte un lega­mento, a sezione rettangolare, il legamento ro­tondo del femore, che va a terminare sulla fo­vea capitis della testa femorale. I mezzi di unione sono rappresentati dalla capsula articolare cui si appongono tre lega­menti di rinforzo, e da un legamento a distanza intra-articolare, il legamento rotondo.La capsula articolare è un manicotto fibroso rinforzata da molti legamenti ed è rivestita dalla membrana sinoviale, all’interno si trova il liquido sinoviale. Numerosi sono i muscoli che interessano questa articolazione.

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La patologia più frequente per la quale si richiede l’intervento di protesi dell’anca è l’ARTROSI che crea dolore e riduzione della  funzionalità articolare. L’artrosi è un processo degenerativo dell’articolazione dell’anca caratterizzata da un progressivo danno della cartilagine fino a lasciare “scoperte” le superfici articolari, a cui si associa la formazione di osso esuberante (artrosi deformante). L’artrosi dell’anca (coxartrosi) è caratterizzata da un dolore sordo in regione inguinale e/o glutea, che si aggrava con la stazione eretta prolungata o con lo sforzo, con il tempo tende ad estendersi venendo riferito anche alla coscia ed al ginocchio.

Quando il grado di deformità dell’articolazione e la cronicità del dolore fanno si che la funzionalità dell’articolazione sia limitata se non compromessa riducendo la qualità di vita, il paziente dopo consulto medico specialistico può sottoporsi ad intervento chirurgico di PROTESI DI ANCA.

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La PROTESI DI ANCA è un’articolazione artificiale che compie le stesse funzioni di quella naturale.. Un’operazione ben eseguita permette di riprendere la normale vita di relazione, risolve la sintomatologia dolorosa, permette il ripristino di una buona motilità; permette quindi il ritorno ad una vita normale e la ripresa di una discreta attività sportiva. Non è infrequente che l’artrosi dell’anca colpisca entrambe le articolazioni del paziente, che quindi risulta candidato all’intervento di sostituzione protesica bilaterale. Classicamente si programma prima l’intervento sull’anca più dolente, e, dopo almeno sei mesi si può procedere ad intervenire sull’altra anca. Sempre più spesso, però, capita che i pazienti affetti da coxartrosi bilaterale dell’anca siano sottoposti ad un intervento di sostituzione dell’anca “in contemporanea”.

Utile se non indispensabile nel decorso post-operatorio, dopo che la ferita chirurgica si è rimarginata è affidarsi alla terapia riabilitativa in acqua: IDROCHINESITERAPIA perché permette un più veloce e meno doloroso recupero del ROM articolare in contemporanea ad un ottimo rinforzo muscolare.

L’idrokinesiterapia è la disciplina medica che si propone di curare i disturbi del movimento attraverso l’acqua.

La piscina dove si svolge l’idrochinesiterapia è  caratterizzata in modo tale da consentire il movimento terapeutico in acqua in modo confortevole e sicuro senza che sia necessario saper nuotare. Gli effetti della terapia in piscina riuniscono quelli relativi all’azione dell’acqua con quelli dell’esercizio fisico. Le proprietà fisiche dell’acqua sono ormai state riconosciute da lungo tempo come coadiuvanti e terapeutiche, nel trattamento di disturbi osteoarticolari ( mal di schiena – artrosi – osteoporosi ), neuromotori ( paresi, malattie demielinizzanti, morbo di Parkinson ), circolatori ( insufficienze venose degli arti inferiori ), ortopedici (post trauma e post intervento chirurgico ortopedico), nei postumi di intervento chirurgico alla mammella . Esistono inoltre molte indicazioni sugli effetti positivi del movimento in acqua tesi a favorire la preparazione al parto o il recupero nel post-parto. Il movimento in acqua è inoltre molto indicato per il mantenimento della buona forma fisica e come prevenzione ai danni da sedentarietà e invecchiamento. La temperatura di 32-34° dell’acqua svolge un ruolo positivo su tutto il corpo umano a livello dei muscoli, delle articolazioni e del sistema nervoso. Sfruttando il principio del galleggiamento si evita di sovraccaricare le articolazioni, si rilassa tutto l’apparato muscolo-legamentoso, si favorisce un più rapido recupero della forza e della funzionalità dei muscoli e ci si muove più agevolmente anche in condizioni di sovrappeso . Inoltre la resistenza passiva al movimento opposta dall’acqua genera un benefico massaggio al corpo immerso, offrendo sollievo dal dolore e dallo spasmo muscolare. L’energia dell’acqua attraverso la spinta idrostatica permette la possibilità di caricare precocemente e progressivamente sugli arti inferiori nelle patologie ortopediche favorendo anche la funzionalità di vene ed arterie. Sul piano psicologico: la discesa in piscina è un momento fondamentale di verifica delle proprie possibilità. Il movimento in acqua contribuisce a creare un rapporto positivo con la realtà circostante a stimolare ulteriormente i propositi di miglioramento e favorisce il raggiungimento della maggiore autonomia possibile, la ricerca di una buona qualità di vita ed infine il reinserimento nella realtà della vita sociale.

Alcuni esercizi di idrochinesiterapia post-intervento protesi di anca

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